Questa notte ho sognato che ero in un letto con tre ragazze giapponesi.
Mi volto verso quella più vicina - ho il braccio intorno alle sue spalle, lei la testa appoggiata al mio petto - e le chiedo cosa significa una parola giapponese che ora non posso ripetere.
- Significa pane. Cibo, nutrimento. Ma anche morte e medusa.
In sottofondo si sentono delle voci che recitano un canto ritmico, cadenzato come un mantra basso e profondo. Vagamente ipnotico. Ma allo stesso tempo ha anche qualcosa del gioco infantile, innocente e crudele. Una nota di scherno.
- E quindi di cosa parla questa filastrocca… - le domando, perché la parola di cui le ho chiesto è la stessa che viene ripetuta in continuazione dalle voci.
- Dice che per entrare nel regno dei morti c’è una porta al piano inferiore e una porta al piano superiore.


