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Ho molte cose da non dirvi di me. O.W.

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cose che pensano

Oct 18, 09
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Ho letto da qualche parte che William Gaddis, dopo aver scritto uno dei suoi capolavori (Le perizie), diceva in giro che non si sarebbe stupito se gli avessero dato il nobel. È una scena che mi ha fatto molto ridere: me lo immagino lì, seduto nel suo salotto, in poltrona, un bicchiere di whisky in mano, mentre aspetta che uno svedese gli entri in casa urlando “Ehi Bill, hai vinto il Nobel!”. “Lo sapevo! Sono un grande!”, “Certo Bill, per un romanzone postmoderno di mille e millepagine vagamente illeggibile. Guarda, ti ho portato anche una fettina di culo, vuoi?”, “Con pinoli?”, “No, al limone”.Da quel giorno anch’io me ne sto fermo in poltrona con un bicchiere di whisky in mano senza far niente. Ma i blog award (o come diavolo si chiamano) sono passati e io non ho ricevuto ancora alcuna notifica, targa, coppa: ragazzi, magari non è arrivata la mail, sicuri di aver scritto l’indirizzo giusto?   Per cui ho deciso di “riposizionarmi”, uscendo dall’agguerrito settore dei “blog letterari” verso i più placidi lidi dei “blog tecnici di recensioni di accessori per l’ufficio”. Oggi vorrei parlare di questi nuovi portariviste/documenti di Muji che ho appena testato. In una confezione da euro 11.50 ne trovate cinque. Il primo impatto è molto positivo: il cartoncino si presenta solido, spesso, pesante: al tatto la sensazione è piacevole. Dopo un rapido e soddisfacente assemblaggio – il vostro ego di uomini autosufficienti pronti ad affrontare il prossimo inverno nucleare ne uscirà rafforzato! – avrete cinque pratici portadocumenti color cartoncino riciclato (elegante e poco impegnativo) più capienti e resistenti degli omologhi, deludentissimi, cuginetti svedesi. Punteggio finale: Giappone 1 – Svezia 0.

Ho letto da qualche parte che William Gaddis, dopo aver scritto uno dei suoi capolavori (Le perizie), diceva in giro che non si sarebbe stupito se gli avessero dato il nobel. È una scena che mi ha fatto molto ridere: me lo immagino lì, seduto nel suo salotto, in poltrona, un bicchiere di whisky in mano, mentre aspetta che uno svedese gli entri in casa urlando “Ehi Bill, hai vinto il Nobel!”. “Lo sapevo! Sono un grande!”, “Certo Bill, per un romanzone postmoderno di mille e millepagine vagamente illeggibile. Guarda, ti ho portato anche una fettina di culo, vuoi?”, “Con pinoli?”, “No, al limone”.
Da quel giorno anch’io me ne sto fermo in poltrona con un bicchiere di whisky in mano senza far niente. Ma i blog award (o come diavolo si chiamano) sono passati e io non ho ricevuto ancora alcuna notifica, targa, coppa: ragazzi, magari non è arrivata la mail, sicuri di aver scritto l’indirizzo giusto?  
Per cui ho deciso di “riposizionarmi”, uscendo dall’agguerrito settore dei “blog letterari” verso i più placidi lidi dei “blog tecnici di recensioni di accessori per l’ufficio”.
Oggi vorrei parlare di questi nuovi portariviste/documenti di Muji che ho appena testato. In una confezione da euro 11.50 ne trovate cinque. Il primo impatto è molto positivo: il cartoncino si presenta solido, spesso, pesante: al tatto la sensazione è piacevole. Dopo un rapido e soddisfacente assemblaggio – il vostro ego di uomini autosufficienti pronti ad affrontare il prossimo inverno nucleare ne uscirà rafforzato! – avrete cinque pratici portadocumenti color cartoncino riciclato (elegante e poco impegnativo) più capienti e resistenti degli omologhi, deludentissimi, cuginetti svedesi.
Punteggio finale: Giappone 1 – Svezia 0.

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Ezra Pound by Richard Avedon.

Ezra Pound by Richard Avedon.

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Oct 15, 09
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Here’s a little poem We’ve sewn into your lap You forgot to take your shorts off Before you took a crap
(via Regretsy, uncertaintimes)

Here’s a little poem
We’ve sewn into your lap
You forgot to take your shorts off
Before you took a crap

(via Regretsy, uncertaintimes)

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Oct 14, 09
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Un pazzo (o un genio, un artista, un visionario) ha ricreato la strumentazione della spedizione della Miskatonic University in Antartide nel 1930. Oltre che la memorabilia della medesima univeristà (dove tra l’altro ho studiato e mi sono laureato anch’io).

Un pazzo (o un genio, un artista, un visionario) ha ricreato la strumentazione della spedizione della Miskatonic University in Antartide nel 1930. Oltre che la memorabilia della medesima univeristà (dove tra l’altro ho studiato e mi sono laureato anch’io).

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Ciò che non sappiamo non sempre si vede - le peggiori paure sono ignote -È la terra locanda di stranierie l’aria - di segreti.
Emily Dickinson
(brucerò all’inferno, lo so)

Ciò che non sappiamo non sempre si vede -
le peggiori paure sono ignote -
È la terra locanda di stranieri
e l’aria - di segreti.

Emily Dickinson

(brucerò all’inferno, lo so)

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Lolita cover contest results (via Venus febriculosa, altre qui).

Lolita cover contest results (via Venus febriculosa, altre qui).

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David Nicholson ~ Cockfight (via janitoroflunacy)

David Nicholson ~ Cockfight (via janitoroflunacy)

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Oct 12, 09
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Philippe Gronon (via Le Divan Fumoir Bohémien)

Philippe Gronon (via Le Divan Fumoir Bohémien)

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Se vi serve un generatore automatico di monologhi di Ascanio Celestini, ne trovate uno qui: ascani-o-matic professional™.

Se vi serve un generatore automatico di monologhi di Ascanio Celestini, ne trovate uno qui: ascani-o-matic professional™.

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Il discorso di andare verso il “pop” è sbagliato, se i grandi lettori sono solo ottocentomila e comprano solo cinque libri l’anno, anche gli autori di successo in Italia magari potranno riempire un rave, ma non possono più di questo. Io, nel mio caso, posso riempire una festa.

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you’ll never fail like common people*