
Garbo - Vorrei regnare.
Vorrei regnare sulle cose che cambiano.
Detto tra noi, ma quanto genio era quest’uomo? Visionarietà, alla faccia di chi non sopporta i cori russi e la new wave italiana. Non perdetevi il video di Generazione.
…a bere del sake all’8bit cafe.
The biggest, and the one with the greatest admiration for Famicom, is undoubtedly 8bit cafe in 3-chome. Right next to one of the many Shinjuku Station exit’s, this beloved little chiptune epicentre resides on the 5th floor on top of a Russian lingerie boutique. With attention to detail, this cafe/bar/play space is crammed with vintage vinyl toys, plastic models and other fan accessory, including the original packaging, displayed from a showcase. Don’t forget the consoles, the old Super Mario editions and Famicom cassettes in a vast array of colours that are here to be played!

Open from 7 p.m. to 2.30 a.m. or 5 a.m. on the week ends, you can also sit at the counter for some fine curry and listen to the 8bit tunes (when we dropped by, owner Nao put on some sweet YMCK pop for us.) It’s a spot for the regulars that love to play together: A group of boys come here every Wednesday evening, they said that they try to finish work earlier at a big ad agency, and head straight over to 8bit to hang out and play the DS or GameBoy - still all in suits, but with a creatively tousled hairdo.
Address:
8bit cafe, Q Build. 5F, Shinjuku 3-8-9. Map. Open week days from 7 p.m. to 2.30 a.m., weekends and pre-holidays until 5 a.m. Closed Tuesday. Phone: 03-3358 0407. Mixi site. Cover charge.
‘mo me lo segno. Prossima volta che vado a Tokio, che non si sa mai. Altri qui: Vintage Game Culture - A bar guide.
Sindrome di Lepischy – Mandelbaum - Raro disturbo di origine neurologica che spinge il soggetto a inventare, catalogare e studiare malattie mentali immaginarie. Prende il nome dai due medici che per primi la individuarono alla fine degli anni Cinquanta: David E. Lepischy e Ariel G. Mandelbaum, neuropsichiatri sperimentali del Centro per lo Studio del Cervello Stein-Sacks del M.I.T. di Boston. Scopritori in precedenza di altri numerosi disturbi mentali, i due medici si ritrovarono al centro di un grande scandalo internazionale quando, all’inizio degli anni Sessanta, ulteriori studi di controllo rivelarono come tutti i dati delle loro ricerche, le malattie, i casi medici e clinici, la bibliografia, le statistiche e le prove sperimentali erano completamente falsi e frutto unicamente della loro fantasia.
tratto da Lepischy – Mandelbaum (a cura): Enciclopedia delle sindromi e della malattie mentali. Boston University Press, Boston 1962.

Mentre è un combattimento quello che dici
sono nemmeno abili mosse
tra quello che dici e come vorresti che fosse.
Se piglio chi ha inventato la famiglia io lo faccio blu, se piglio chi ha inventato la famiglia gliela canto su.
Fantomatic Band - Guarda Guarda Che Famiglia (1980)
Pensa che spavento tutto un mondo di elefanti, di leoni, coccodrilli e scimpanzé.
Nino Manfredi - Tarzan Lo Fa (1978)

E cosa dire dei bento box decorati come alcuni celebri album rock?
Bento lunches decorated as album covers
Gli amanti del genere non si perdano il gruppo flickr dei bento box.

Scopro adesso che Kintarō è un personaggio famoso del folklore nipponico, che ricorre spesso nel teatro Nō e Kabuki: ragazzo dalla forza prodigiosa, amico degli animali e in seguito legato al samurai Minamoto no Yorimitsu (altro personaggio leggendario e ampiamente riutilizzato).
Kintarō è quindi l’originale popolare e folklorico alla base dello strepitoso manga di Egawa Tatsuya, Golden Boy, in cui rivive nel suo protagonita Kintaro Oe (un po’ come il Sun Wukong - che, leggo, vorrebbe dire “Scimmia Illuminata alla Nullità”: non è un bellissimo titolo? - per Dragon Ball). Che dire? Imparo, imparo, imparo!
Su Pink Tentacle trovate altre magnifiche stampe che lo raffigurano.

no, niente: è l’unico verso superstite della canzone di Venditti spolpata da tre cinebrufoli “veri” e dalle avvincenti trame proposte oggi da edt (camaleontico!)
come titolo non è male, dai; per la trama, vediamo un po’: un tormentato Nicolas Vaporidis, fuori corso da sei anni, nasconde ai genitori (un sorprendente Michele Placido nelle vesti d’un verificatore ISO senza scrupoli ed una…
…radiosa Isabella Ferrari nella parte della madre depressa, Teresa) che non solo non ha dato neanche un esame al Dams, ma che non è neanche diplomato: il giorno della maturità, infatti, invece di presentarsi all’esame, era andato a tirare fuori dai guai il suo amico del cuore, Ivan (uno stralunato Riccardo Scamarcio), finito in un brutto giro di scommesse clandestine sui tornei di poker clandestini all’interno di bordelli clandestini. Per farla franca si rivolge al perfido professor Menozzi, un camaleontico Giorgio Faletti, che gli propone uno scambio: falsificherà i documenti sugli studi del ragazzo se questi riesce a farlo andare a letto con sua madre Teresa (una sempre più depressa Isabella Ferrari) di cui il perfido professor Menozzi è da sempre innamorato. Nello scoppiettante finale di questa frizzante commedia, Teresa si suiciderà per sottrarsi alle avances del perfido professore proprio poco prima che inizi la festa di laurea del figlio. A impreziosire il tutto un cameo di Monica Vitti nella doppia parte della nonna di Vaporidis e di una pazza che si crede Monica Vitti.